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Piccolo Dizionario Meteo
 

Termini meteorologici piu' comuni

 

850 hp, 500 hp (o hPa):
indicazione che si trova nelle carte metorologiche, che si riferisce alla pressione atmosferica (che e' direttamente correlata con l'altitudine), misurata in hectopascal, e serve ad indicare a quale altitudine si riferisce la situazione mostrata nella mappa stessa. Indicativamente, 850 hPa corrispondono a circa 1400 metri s.l.m., 500 hPa a circa 5400 metri s.l.m..
Un hectopascal (hPa) equivale a 100 pascal (Pa) e corrisponde a 1 millibar (mb o mbar); 1 Pa corrisponde a 10E-5 atmosfere.
Anticiclone delle Azzorre:
una parte della fascia delle alte pressioni subtropicali, che circondano la terra. Non si tratta di un sistema preciso, ma di una media dei valori di pressione di tutto l’anno.

Alta pressione transitoria:
alta pressione di breve durata, alla quale segue presto una diminuzione della pressione.

Alta pressione:
porzione dell'atmosfrera nella quale l'aria ha una pressione piu' elevata di quella dell'aria circostante. L'aria a maggiore pressione puo' essere localizzata in quota o a livello del suolo.

Atmosfera:
strato di elementi gassosi che circonda la terra. Si divide in Troposfera, Stratosfera (strato di ozono), Mesosfera, Termosfera e Esosfera. Si estende poi senza un limite ben definito nello spazio.

Bassa pressione dell'Islanda:
bassa pressione che si trova spesso nei mari attorno l’Islanda. In questa zona la Corrente del Golfo apporta molta energia dal basso.

Bassa pressione:
configurazione di pressione circondata da sistemi nei quali la pressione è più alta.

Bora:
E’ un vento secco e freddo, che soffia da NE dai monti del litorale nordorientale dell’Adriatico. Si distingue una bora chiara, che e' indice di bel tempo, e una bora scura che porta pioggia o bufere di neve.

Brezza di montagna e valle:
circolazione di natura termica analoga alla brezza di mare - terra. Di giorno l’aria si riscalda sulle pendici montuose e sale verso l’alto (brezza di valle), nella notte si raffredda e scende verso le valli (brezza di monte).

Calaverna (talvolta galaverna, o brina opaca):
sottile strato di ghiaccio che si forma sugli oggetti esposti a freddo intenso, ed e' costituito da granuli che si formano per rapido congelamento e sovrapposizione di piccolissime goccioline d'acqua.

Carta della pressione:
rappresentazione grafica della pressione atmosferica o della posizione delle alte e basse pressioni. I punti di uguale pressione sono congiunti da curve, chiamate isobare.

Clima:
Insieme delle condizioni atmosferiche caratteristiche di una regione. Tali condizioni possono essere normali o anormali. Il clima si puo' dividere, secondo la sua caratteristica principale, in: freddo, caldo, secco, umido, temerato, marittimo, continentale, tropicale ...

Correnti in quota:
termine generalizzato per i movimenti dell’aria ad una quota di circa 5.500m (500 hPa). Con le correnti in quota è possibile descrivere una situazione meteorologica a grande scala.

Estate di San Martino:
fase di bel tempo, in generale da metà settembre fino a inizio ottobre, chiamata in America settentrionale anche "Indian Summer"

Favonio:
vento caldo proveniente da ponente. In Italia normalmente e' presente nel nord-ovest, e quando spira tende a liberare il cielo dalle nubi.

Föhn (da nord):
quando l’arco alpino è interessato da forti correnti da nordovest o da nord, sulla parte meridionale delle Alpi si manifesta il fenomeno del Föhn. Si tratta di un "vento di caduta" che porta a compressione adiabatica e conseguente netto abbassamento del tasso di umidita' delle masse d’aria. Le nuvole si dissolvono e l’atmosfera diventa molto limpida. In quota spira un forte e freddo vento da nord, in valle spesso un vento a raffiche relativamente caldo. Puo' talvolta essere un vento preparatore di neve.

Fronte caldo:
superficie di separazione di due masse d’aria: l’aria calda si muove nella direzione dell’aria fredda, sollevandosi. Gli effetti di un fronte caldo sono spesso nubi stratificate, precipitazioni in forma continua ed estesa e un riscaldamento dell’aria.

Fronte freddo:
superficie di separazione di due masse d’aria: l’aria fredda si spinge sotto l’aria più calda. Gli effetti di un fronte freddo sono nubi prevalentemente convettive (estese in verticale), precipitazioni a carattere di rovescio, un raffreddamento dell’aria e un rafforzamento del vento.

Gragnugola:
tipo di precipitazione. I chicchi di gragnugola si formano sempre per i ripetuti moti ascendenti e discendenti in una nube convettiva, che non presenta acqua liquida in nessuna parte. Perciò i chicchi sono formati da ghiaccio, con intrusioni di bolle d’aria.

Inversione termica:
è l'inversione della normale variazione dell'andamento della temperatura negli strati bassi dell'atmosfera. Salendo di quota, anziché diminuire, la temperatura aumenta. Questo fenomeno può verificarsi fino a una quota variabile generalmente da poche centinaia di metri a oltre 1000 metri ed è tipico dei fondovalle e delle pianure. La sua frequenza e' maggiore in situazioni di alta pressione, ad esempio durante le notti stellate e invernali quando l'irraggiamento notturno è più accentuato. E' una delle cause principali per la formazione della nebbia, e la si puo' notare chiaramente dai colli o dalle montagne sotto forma di uno strato di foschia, al cui interno rimangono gli elementi inquinanti. Tende a scomparire quando si verificano delle precipitazioni, poiche' queste livellano le temperature e le riportano al loro normale andamento (una diminuzione di circa 0,6° ogni 100 metri di quota in piu'). Talvolta l'inversione termica puo' verificarsi a quote piu' elevate, anche se in misura molto piu' ridotta.

Isobare:
linee che uniscono punti contigui ad uguale pressione atmosferica.

Isoterme:
linee che uniscono punti contigui ad uguale temperatura.

Massa d'aria:
grande volume di aria, che si estende in orizzontale per più di 500 km e ha uno spessore di almeno 1 km.

Nebbia:
si parla di nebbia quando ci si trova all’interno di una nube e la visibilità è molto ridotta (meno di 1 km).

Nubi alte:
sono nubi sottili composte di ghiaccio (cirri), a quote comprese fra 6000 e 12000 metri. Non riescono a coprire il sole, che splende quasi senza attenuazione. E' possibile la formazione di un alone, cioè di un circolo luminoso attorno al sole, posto a circa 22° di distanza.

Nubi basse (addensamenti):
sono nubi che si trovano sempre in presenza di precipitazioni e di Stau. A volte si formano per inversione termica nelle valli. In questi casi in montagna, al di sopra delle nubi, splende il sole.

Nubi medioalte:
nubi più spesse (altostrati o altocumuli). Si trovano a quote comprese fra 3000 e 6000m. Talvolta il sole filtra attraverso le nubi, ma l’ombra in questo caso è solo debole.

Pioviggine:
si forma quando masse d’aria umida scorrono su un terreno freddo. La dimensione delle gocce è in genere molto ridotta.

Pressione atmosferica:
la pressione (cioè peso per unità di superficie) esercitata dall’atmosfera terrestre. Si misura in hPa.

Rovescio:
precipitazione solida o liquida da nubi convettive (nubi molto estese in verticale). La precipitazione, spesso di breve durata, comincia e finisce improvvisamente. Provocata normalmente da tempo molto instabile, con nuvolosità fortemente variabile ("nubi scure"). Tipica per estate e primavera, p. e. con temporali. È la precipitazione tipica dei fronti freddi.

Rugiada e brina:
se in presenza di aria asciutta il terreno si raffredda così tanto, che l’umidità relativa raggiunge il 100%, allora si deposita al suolo la rugiada. A temperature al di sotto di 0°C, si forma la brina.

Stau:
quando spirano correnti umide da sud, sul versante meridionale delle Alpi le montagne favoriscono l’innalzamento delle masse d’aria, con conseguente formazione di nubi fitte (anche a bassa quota) e precipitazioni insistenti di debole o moderata intensità. Il fenomeno di Stau è particolarmente accentuato in vallate aperte verso sud e sbarrate a nord da una catena montuosa. Sul versante settentrionale delle Alpi spira il Föhn.

Tempo primaverile:
tempo rapidamente variabile, frequente in aprile, quando masse d’aria fredda da nordovest vengono riscaldate dal suolo già caldo.

Termica:
moti ascendenti delle particelle d’aria, riscaldate dal suolo caldo. In questo processo è molto importante la natura del suolo. Per esempio la sabbia, i campi di grano, le rocce e le case si riscaldano più rapidamente di prati, foreste o specchi d’acqua. Gli alianti utilizzano le termiche per guadagnare in quota.

Zero termico:
quota, al di sopra della quale la temperatura dell’atmosfera scende sotto gli zero gradi.

 
Bollettini meteorologici 

Essere in grado di interpretare correttamente i segnali del tempo atmosferico e dedurre il tempo previsto localmente, non può prescindere dal consultare una previsione generale elaborata dagli organi ufficiali preposti a tale attività. 
L'ente responsabile per le previsioni meteorologiche sull'intero territorio nazionale è il CMNCA dell'Aeronautica Militare Italiana al quale è possibile richiedere informazioni meteo al numero telefonico 06.91292664. 
I bollettini nazionali riportano i dati d’insieme della situazione atmosferica e dell’evoluzione del tempo in relazione ai fenomeni meteorologici attivi sull’Europa e interessanti il territorio nazionale con una validità che va dalle 12 alle 36 ore. 
I bollettini regionali, generalmente trasmessi da emittenti locali, forniscono previsioni più precise limitatamente alle aree che sono interessate oltre che dalle situazioni atmosferiche generali, da situazioni climatiche locali e sono valide per periodi di tempo più brevi, generalmente non superiori alle 24 ore. 

Osservazione diretta

L’escursionista per avere una visione d’insieme dell’evolversi del tempo, oltre all’ascolto dei bollettini può effettuare sul posto l’osservazione del cielo e di alcuni fenomeni caratteristici legati al mutare di certe situazioni meteorologiche. 
Indicazioni importanti si possono trarre dall’osservazione della direzione e dell’intensità del vento nonché dall’instaurarsi e dal modificarsi della nuvolosità. 
Senza analizzare le cause della direzione del vento e dei tipi di nuvole (per le quali si rimanda ai specifici manuali), si riscontra che generalmente nelle nostre regioni la predominanza dei venti da sud e da ovest è veicolo di tempo instabile con relative perturbazioni, mentre i venti da nord e da est, salvo nel settore orientale, portano ad un miglioramento del tempo.

Osservazione con gli strumenti

Il barometro e il barometro aneroide o altimetro sono strumenti che forniscono dati oggettivi di misura della pressione atmosferica. 
Annotando quindi misure successive nel tempo, si può avere un quadro del mutare o del mantenersi di una data situazione di pressione che è indicativa circa lo stato del tempo. 
Il funzionamento degli strumenti, che sono complementari, si basa sulla misura del peso della colonna d’aria sovrastante e del suo variare. 
Il barometro ha una scala di lettura graduata in millimetri di pressione, direttamente proporzionale al peso dell’aria, mentre l’altimetro ha una scala graduata in metri di altitudine inversamente proporzionale quindi alla pressione. 
Per avere indicazioni attendibili, stando in un ceno luogo, bisognerà tarare l’altimetro cioè far coincidere la posizione dell’indicatore con quello della quota reale, mentre con il barometro ci si riferirà alla pressione assoluta al livello del mare cioè a 760 mm. 
Si prenderà quindi nota degli spostamenti relativi dell’indicatore rispetto a queste posizioni, tenendo presente che la lancetta del barometro salirà con l’aumentare della pressione, mentre quella dell’altimetro scenderà. 
Se l’aumento neI barometro è lento e regolare indica lo stabilizzarsi del bel tempo, se invece è rapido ma incostante segnala il miglioramento che solitamente si verifica fra due successive perturbazioni di tempo instabile. 
Un abbassamento lento e continuo indica l’avvicinarsi di un’area di depressione e il sopraggiungere del cattivo tempo nell’arco di 12-24 ore, mentre una rapida caduta può indicare, d’estate, vento con possibilità di tempeste e manifestazioni temporalesche. 
Da notare che per l’altimetro l’ordine di grandezza dello spostamento è, nell’arco di 24 ore, di 30-70 metri per le brevi perturbazioni e da 50 fino a 200 metri per le grandi perturbazioni. 

LA PRESSIONE

L' evoluzione del tempo si basa essenzialmente su variazioni di pressione tra aree territoriali confinanti. 
Caratteristica dell'aria che ci circonda è tendenza propria a ristabilire certe posizioni di equilibrio e che si manifestano tramite il vento. 
La causa di questi movimenti è da ricercarsi nel peso dell’aria cioè nella pressione atmosferica: dove l’aria è più densa, quindi più pesante, avremo alta pressione, dove è meno densa invece, bassa pressione. 
Poiché l’aria tende a ristabilire il proprio equilibrio, quella dotata di alta pressione si sposterà verso le zone di bassa pressione causando così la circolazione atmosferica, con movimenti ascensionali, trasversali e discensionali. 
Sull’evoluzione del tempo influisce anche la temperatura dell’aria che con le sue variazioni, dovute a vari fattori, modifica la densità e il grado di umidità determinando la possibile formazione di nuvole e precipitazioni, mediante la condensazione di una parte dell’acqua che vi è contenuta in forma di vapore acqueo. 
La pressione atmosferica insieme alla temperatura e all’umidità determina dunque le condizioni meteorologiche causando i fenomeni del vento, della nuvolosità, delle precipitazioni. 

A titolo esemplificativo riportiamo la corrispondenza media il valore dell'altitudine (m) e di pressione (mmHg) relative a quote medie:
Metri 500 600 700 800 900 1.000 1.100
Millimetro Mercurio 716 707 699 691 682 674 666
Metri 1.300 1.400 1.500 1.600 1.700 1.800 1.900
Millimetro Mercurio 650 642 635 627 620 612 605

Indicativamente per quote comprese tra i 2000 m (598 mmHg), la pressione* scende di 1 mmHg per ogni 14 metri di aumento di altitudine.

* Per alta e bassa pressione s'intende la pressione atmosferica misurata in un luogo e confrontata
con le aree geografiche circostanti.

Zone cicloniche e anticicloniche

Generalmente nelle zone cicloniche confluiscono grandi masse d’aria che, innalzandosi, si condensano originando forti annuvolamenti, mentre nelle zone anticicloniche l’aria defluisce verso l’esterno e verso il basso, per cui riscaldandosi diviene più secca e non dà luogo ad annuvolamenti: per questo motivo generalmente le alte pressioni sono portatrici dì bel tempo mentre le basse pressioni sono veicolo di maltempo.
La circolazione atmosferica generale e quindi le condizioni del tempo nell’Europa occidentale (di conseguenza anche sull’arco alpino) sono legate allo spostarsi di due vaste masse d’aria stazionanti sul-l’Atlantico, aventi considerevole differenza di pressione: l’anticiclone delle Azzorre e l’area ciclonica dell’Islanda.
Fra queste due zone si estende sull’Oceano fino all’Europa il fronte d’aria fredda prove-niente da Nord e quello caldo proveniente da Sud, che è continuamente disturbato dal diverso grado di riscaldamento del mare e delle terre emerse.
Questo causa la formazione di depressioni mobili che si spingono sull’Europa, con il predominio dei venti occidentali che trasportano le successive depressioni intervallate a zone di alta pressione: ecco la causa del « tempo instabile » che spesso nel periodo estivo investe la zona dell’arco alpino.
Il tempo bello stabile è invece legato all’estendersi dell’anticiclone delle Azzorre verso nord e di quello siberiano verso ovest, e quindi nell’area mediterranea, con alte pressioni le cui massime durate si verificano in autunno e in inverno, in corrispondenza di un effettivo spostarsi in quota del centro di alte pressioni.
Le zone ad alta pressione sono dette anticicloniche e quelle a bassa pressione cicloniche e, come si è visto, l’aria tende a spostarsi dalle prime alle seconde.
Le masse d’aria in movimento fra le due aree non sono continue ma separate da una superficie, detta fronte, che divide masse d’aria con temperature diverse.
Generalmente il fronte caldo è indicato nelle mappe con le isobare tramite triangolini di colore rosso, mentre il fronte freddo è indicato da triangolini blu.

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